Presbiterio realizzato da Raul Gabriel per l'adeguamento liturgico dell'Abbazia Cistercense di Rivalta Scrivia XII sec © Raul Gabriel sacro contemporaneo

Progetto adeguamento liturgico dell'Abbazia Cistercense di Rivalta Scrivia XII sec © Raul Gabriel ©

Premesse
Fondato nel 1180 dai monaci cistercensi, il complesso dell’abbazia cistercense di Rivalta Scrivia rappresenta una testimonianza superba di un'architettura di transizione che fonde le robuste geometrie del romanico lombardo con le spinte verticali e le innovazioni strutturali del gotico francese nascente. La spazialità interna della chiesa è definita da una rigorosa scansione modulare: la sala è suddivisa in nove campate coperte da maestose volte a crociera archiacute, caratterizzate da ogive in cotto e sorrette da quattro possenti colonne lapidee con capitelli a fasci circolari. Una griglia architettonica che traduce in pietra la Regola sancita da San Bernardo che imponeva la spoliazione da ogni eccesso decorativo e una rigorosa linearità delle forme.Proprio questi due fattori, armoniosa solidità e unità da un lato e ricchezza di variazioni talvolta imprevedibili dall’altro, fanno dell’abbazia di Rivalta Scrivia un caso unico nella progettazione e produzione dell’ordine Cistercense.La impostazione di fondo coesiste con una varietà di altri influssi la cui realizzazione, non sempre efficace e talvolta distruttiva, si estende nella storia per più di 8 secoli. Considerando gli interventi distruttivi, come la demolizione di una intera campata e ricostruzione successiva di una nuova facciata nella seconda metà del XVII sec, le aggiunte, i rifacimenti e le demolizioni che hanno interessato con sorti alterne l’edificio da allora fino ad oggi, si rimane stupiti di come l’abbazia abbia conservato una traccia chiara e potente del pensiero che si è sviluppato intorno al monaco teologo Bernard de Fontaine, più noto come Bernardo di Chiaravalle, fondatore della abbazia di Clairvaux.

Presbiterio realizzato da Raul Gabriel per l'adeguamento liturgico dell'Abbazia Cistercense di Rivalta Scrivia XII sec © Raul Gabriel sacro contemporaneo

Temi del progetto
Volume, materiale e forma sono le componenti di un linguaggio complesso che ha catturato la mia attenzione e da cui parte la riflessione alla base del mio progetto di adeguamento liturgico del presbiterio di Rivalta Scrivia, allo stato attuale praticamente inesistente, che mi è stato affidato con il contributo essenziale della consulenza liturgica di Mons. +Vittorio Francesco Viola in qualità di Vescovo della diocesi di Tortona.Nell’abbazia di Rivalta Scrivia ho incontrato un giardino che non prende mai il sopravvento sulla rarefazione dei volumi, dello spazio e della luce, trasfigurazione che non rinnega mai la carne dell’esistenza.In tutto l’edificio si percepisce una concretezza presente e solida, che nulla toglie allo spirito ma vi si innesta esattamente come il corpo nell’anima, di cui forse Bernardo intuiva la unità inscindibile. Il problema della rappresentazione-non rappresentazione e di una decorazione-non decorazione nell’abbazia di Rivalta Scrivia è risolto attraverso forme sintetiche di elementi vegetali e/o fitomorfi che rivelano la contiguità stringente del contesto cistercense con la terra e i suoi frutti.I volumi dell'abbazia suggeriscono unità e pluralità, definiscono la luce in maniera efficace e singolare che accompagna e guida il fedele nei suoi percorsi. I volumi sono gestiti attraverso le geometrie, evidenziate a volte da una alternanza di materiali.Sobrietà, asprezza e asimmetria armoniosa e non percepibile ad un primo sguardo trasmettono una dinamicità non didascalica, percepibile unicamente dall'incontro con le forme. Un dialogo costante tra insieme e dettaglio, a fasi alterne, estremamente articolato come una composizione musicale con le sue pause e suoi crescendo, le sue sincopi e le sue acciaccature.Una riflessione di Bernardo nella Apologia a Gugliemo riporta questo passo : tanto meravigliose sono le varie forme che ci circondano che è più piacevole leggere il marmo che i libri, e passare il giorno intero con queste meraviglie che meditando sulla legge del Buon Dio . Concetto sorprendentemente contemporaneo.Il materiale parla attraverso la sua stessa carne. Sono perfettamente a mio agio con questo pensiero, che mi ha guidato nel progettare il presbiterio e i simboli liturgici dell’abbazia. Sarebbe un errore intenderlo come invito alla concettualizzazione. E’ invece invito ad entrare in una dimensione di corporeità più profonda, libera dall’eccesso di un impianto formale narrativo che può risultare didascalico e sfavorevole alla meditazione. Bernardo invita ad entrare nel “corpo” stesso della Chiesa. Pensiero che mi ha guidato nella realizzazione del presbiterio e dei suoi elementi.

error: Content is protected !!